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Il giornalista e studioso Giulio Meotti racconta di come l’Europa si è arresa all’Islam

Il quotidiano La Verità ha pubblicato ieri una interessante intervista di Maurizio Caverzan all’aretino Giulio Meotti, giornalista de Il Foglio, già collaboratore del Wall Street Journal, studioso e autore di moltissimi libri.

Edito da Cantagalli è stato pubblicato il suo ultimo lavoro dal titolo La dolce conquista: l’Europa si arrende all’Islam dove Giulio Meotti racconta il gigantesco progetto di conquista organizzato dai regimi islamici ai danni di un’Europa di cartapesta e pronta alla sottomissione.

Lugano.
In una villa di un banchiere egiziano legato ai Fratelli Musulmani, gli inquirenti svizzeri hanno sequestrato un documento rimasto segreto per vent’anni: è il “Progetto”, questo il titolo, per “stabilire il regno di Allah in tutto il mondo”.
Da quando a Roma fu posata la prima pietra della Grande Moschea nel 1984, alla presenza di tutta la classe dirigente, l’Europa è stata posta al centro di questo “Progetto”.
In Francia sono state costruite più moschee in trent’anni che tutte le chiese in un secolo. Bruxelles è stata trasformata nella “base dei Fratelli Musulmani” nel Vecchio Continente e l’Italia il paese dove hanno investito di più.
Nella Germania post-cristiana oggi si autorizza il muezzin a chiamare alla preghiera.

Scrive nella sua prefazione al libro Boualem Sansal, scrittore algerino censurato in patria, attivo nella condanna de fondamentalismo islamico.
Giulio Meotti descrive una realtà che fa rabbrividire.
Il cittadino medio non se ne accorge, ma la realtà di fondo è questa: l’islamismo sta colonizzando il mondo.
Noi, abitanti di questo calamitoso XXI secolo, abbiamo il terribile privilegio di essere testimoni attoniti del declino di una grande civiltà, senza dubbio la più feconda della storia dell’umanità, quella occidentale.
È una legge della biologia: come non si possono mettere due galli in un pollaio, così non si possono far convivere due racconti delle origini e dell’umanità; la terra non è grande abbastanza per ospitare due Verità, due Religioni, entrambe dedicate allo stesso unico dio. Una delle due dovrà farsi da parte.
Ovviamente, sarà quella più vecchia, perché è ciò che impone la legge della biologia
“.

Con l’arrivo di importanti flussi migratori dai Paesi del sud del mondo – spiega Giulio Meotti – la società europea è diventata etno-culturalmente eterogenea.
Questi migranti sono nella stragrande maggioranza musulmani e portano con sé una civiltà diversa dalla nostra.
L’assimilazione presuppone che il nuovo venuto abbandoni la sua identità per adottare la nostra e questo è un passaggio estremamente difficile per un musulmano data la secolare opposizione tra la sua civiltà e la nostra e l’arrendismo delle nostre élite, che non ritengono più l’Occidente superiore.
Da una parte abbiamo una civiltà basata sull’Islam e dall’altra una civiltà basata sul giudeo-cristianesimo, e queste due civiltà sono in conflitto da secoli.
L’Islam, una religione emersa pochi secoli dopo il Cristianesimo, ispira i suoi credenti a impegnarsi attivamente per portare tutta l’umanità sotto la legge di Allah e pone cristiani ed ebrei, indicati nel Corano come il “Popolo del Libro”, in una posizione subordinata rispetto ai musulmani (lo status di dhimmi).
Dobbiamo essere consapevoli che nella seconda metà del Novecento si è verificato un fenomeno che ha fatto uscire il mondo musulmano dal torpore in cui si trovava: l’Islam si è svegliato
“.

Nell’intervista su La Verità, il giornalista Caverzan, citando il titolo del libro, chiedo perché questa conquista è da chiamare “dolce” e Meotti risponde che si tratta di una conquista “piu’ pericolosa delle bombe e delle uccisioni perché non provoca una reazione dell’opinione pubblica e di coloro che dovrebbero proteggerci“.

Ma è piu’ l’Europa che si arrende alla religione islamica o quest’ultima che è aggressiva?
Un mix delle cose – risponde Meotti – da un lato c’è l’arrendevolezza dei politici europei e dall’altra la volontà di espansione che appartiene all’Islam che ricordiamolo si distingue tra il dar al-islam, la terra dell’Islam e il dar al-harò che è la terra della conquista, tutto ciò che non è islamico ma lo dovrà diventare“.

Ma è corretto definire l’Islam una religione?
Non è solo una religione – puntualizza Meotti – è una ideologia e un modo legislativo di vivere: non bere alcolici, far crescere la barba ma non i baffi, velo alle donne. L’Islam non ha la capacità di separare il privato dal pubblico“.

Leggi l’intervista integrale su:
https://www.laverita.info/meotti-sinistra-islam-voti-2666087780.html

Perchè ogni anno di questi tempi spunta qualche ente che vuole obliterare il Natale cristiano?
Quest’anno tocca all’Istituto Europeo di Fiesole – risponde Meotti – l’Europa è una società in metastasi, quasi masochista nell’automutilazione: non ho mai sentito  musulmani lamentarsi per il Natale“.

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