Giunge alla trentunesima edizione Tovaglia a Quadri, “cena toscana con una storia da raccontare in quattro portate”, evento riconosciuto come un fenomeno sociale, culturale e identitario che ha costantemente esplorato e narrato l’evoluzione della propria comunità e del suo territorio fra Umbria e Toscana.
Scritta da Paolo Pennacchini e dal regista Andrea Merendelli, e interpretata dagli abitanti della Valtiberina, Tovaglia a Quadri, che si svolgerà come di consueto da lunedì 10 a mercoledì 19 agosto nel cortile del Castello di Sorci, ad Anghiari, è un evento che registra ogni anno il tutto esaurito e una lunga lista d’attesa.
Una delle caratteristiche salienti della manifestazione è la scrittura drammaturgica legata alla memoria civile della collettività, con storie locali che hanno però un respiro nazionale che ha portato, nel 2024, alla candidatura al Premio Ubu nella categoria “Progetti speciali” e al Premio dell’Associazione Nazionale Critici Italiani con la seguente motivazione:
“ Tovaglia a quadri è convivialità che si fa comunità, è la microstoria che incontra la storia con la S maiuscola, è il passato che flirta col presente per ammonire sul futuro inquieto dei nostri anni.
Dimostra inoltre come il teatro sappia essere spazio tempo per mantenere viva l’identità della comunità, proponendo questo senso di appartenenza come un’ancora di salvezza al nostro presente fluido e oscuro ”.
L’edizione di quest’anno è dedicata a una riflessione sui modelli educativi pubblici/privati e sul ruolo dell’arte dentro questi. Un viaggio a tavola intorno a tre personalità importanti della storia locale e nazionale legate a questi temi.
Una di queste Vittorangelo Polverini, artista eccentrico e poliedrico che è stato fondamentale per la storia di Tovaglia a Quadri, come ricorda Andrea Merendelli: “Nell’agosto del 1996 comincia la straordinaria avventura di Tovaglia a Quadri.
Poche settimane prima, ad inizio estate, un grande artista poco compreso dai “tempi” se ne andava nel silenzio più assordante, lasciando un testamento umano e culturale dentro tanti di noi.
Si chiamava Vittorangelo Polverini, aveva solo 45 anni. In qualche modo, tanti ingredienti di quella Tovaglia sono ispirati (d)a lui. In questi tempi di nuovo precari, stringersi a tavola e condividere messaggi positivi è ancora più importante.
Messaggi come quelli lasciati dal passaggio di Francesco d’Assisi, pieni di un amore universale che è difficile eredità”.
All’artista anghiarese sarà dedicata una piccola mostra curata da Elena Merendelli presso il Tempietto del Castello di Sorci.








