Famolo Strano in Castiglion Fiorentino

Le Coppie dopo anni di sperimentazioni all’emozione erotica alla fine si inventano il colpo strano.
Magari lui la mette sopra la lavatrice, allenta il blocco alle molle dei piedini della lavatrice, avvia la centrifuga a 1400 giri al minuto, …e vai in un nuovo Good Vibrations.
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Al Maggio Castiglionese è successa la solita cosa.
Dopo la partenza stupefacente di anni fa con la piazza del Municipio trasformata in un mini Central Park di New York, di anno in anno la foga si è un po’ usurata.
Oggi, nell’attuale edizione, per stabilire le connessioni tra i carri da buoi chianini sul Corso, e gli elementi eterogenei in piazza del Municipio occorrerebbe Crozza quando imita l’ArchiStar Fuksas, forse lui con la sua sottile presa di giro riuscirebbe con iperbole di parole inconcludenti a trovare la connessione concettuale.
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La mia prima impressione della piazza è di un deposito di Cinecittà dove sono stati accatastati pezzi di film differenti, messi senza neanche pensare come. Non si comprende cosa si volesse fare se non riempire i  metri quadri con qualcosa.
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Per giudicare occorrerebbe sapere prima sapere se esiste un tema da svolgere, altrimenti si ricorre solo all’estetica dell’insieme, senza pensare in profondo a qualcosa. Non sono riuscito a capire né l’una né l’altra cosa..
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Occorre preliminarmente sapere se quello che si fa è per i Castiglionesi, o per un pubblico di stranieri sempre più numeroso in Castiglion Fiorentino.
Si vuole con gli elementi promuovere il genius loci, o semplicemente un famolo strano per tentare disperatamente di stupire.
Certo una collinetta di maxi cactus alti qualche metro – per carità bellissimi – non è genius loci toscano, anche se la ditta produttrice sembra essere non lontano. Uno si aspetta che esca fuori Tex Willer e spari agli Apache asserragliati nel Loggiato Vasariano.
Un Americano che visita Castiglioni si trova improvvisamente nel deserto del New Mexico, mancano i Joshua Tree, e, dopo aver volato per 10.000 km, si trova esattamente a casa sua. Poteva restare a casa.
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Poi vi è stato l’episodio dei due container che credo dovessero ospitare qualcosa. Ai primo abbaiare di qualche Castiglionese, tolti di urgenza, ed invece, se atmosfera deserto del New Mexico/Nevada doveva essere, a quel punto vi stavano bene. Almeno vi era un tema leggermente svolto.
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Sono state aggiunte figure, individualmente bellissime, fatte da un intreccio di reti metalliche, che niente hanno da spartire con i cactus, e delle sedie in vimini che sono a loro volta un’altra cosa ancora, messe poverette sopra il selciato senza l’onore di una morbidezza ottica sotto, di colore e tatto di piedi.
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Dulcis in fundo, una bellissima scultura dell’artista locale Roggi, che raffigura una donna, ma è a ridosso dei cactus. Per fare una foto con un senso, è cosa complicata.
Questa razzumaglia di elementi se disposta diversamente poteva sembrare meno un deposito.
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I cactus stavano meglio nel lato delle poste così entrando in piazza si sarebbero visti subito, le sedie più a ridosso del bar, la scultura di Roggi in un angolo del quadrilatero avrebbe avuto una vita propria di maggiore nobiltà. Le figure di rete metallica all’interno dell’area sedute alle sedute come se fossero in procinto di incontrarsi e sedersi.
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Comunque, è Bello Stare a Castiglioni,
nonostante questa grinza ottica, ma passerà.
Il mese è pieno di altri eventi…eterogenei.
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Piero ROSSI
Aretino Turista ad Arezzo,
itAlien Immigrato in Italia
info@pierorossi.it
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Viaggiare è fatale al pregiudizio, al bigottismo, ed alla ristrettezza mentale,
e per questi motivi molta della nostra gente ne ha fortemente bisogno.
Vedute ampie, sane, caritatevoli degli uomini e delle cose
non possono essere acquisite
vegetando tutta la propria vita in un piccolo angolo della terra.
Mark TWAIN,1869